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Carlo, il santo con le sneakers
“Carlo, il santo con le sneakers”
di e con Valeria Ducato
in scena a Milano nel Teatro Giovanni Paolo II della Parrocchia Santa Maria del Rosario
Venerdì 8 Maggio 2026 h.21:00
Decine, centinaia, migliaia di lettere arrivavano da tutto il mondo, dopo la morte di Carlo, alla famiglia Acutis. Neanche in un ufficio postale se ne vedono più così tante…
È così che inizia questo spettacolo, scritto in prima persona, e che dà voce allo stesso Carlo, durante il suo funerale.
Inizia con l’immagine di un fatto straordinario, che prima incuriosisce e poi persuade il Vescovo a intentare una causa di beatificazione: lettere che raccontano di miracoli avvenuti grazie all’intercessione di Carlo, lettere provenienti da tutto il mondo.
Carlo Acutis non ha fondato istituti religiosi, non ha dato prova di coraggio estremo, non ha perdonato dei grandi persecutori.
Non è neanche morto martire.
Ha avuto una vita agiata. Breve, ma agiata.
È un Santo con la felpa, i jeans e le sneaker, che andava a scuola in skate, faceva sport e navigava in internet.
Certo, andava a Messa nei giorni feriali, si confessava spesso, in vacanza voleva visitare i monasteri e rubava il tempo al gioco per andare a trovare i suoi amici senzatetto.
Forse proprio questo, lo ha reso agli occhi dei nostri ragazzi, inarrivabile, al punto da non voler farsi neanche provocare da uno così.
E così se per i giovani di tutto il mondo, lui è un esempio, per i nostri giovani, per quelli che avrebbero potuto trovarselo accanto nella panca di qualche chiesa, o in metropolitana, Carlo non è abbastanza cool, non incuriosisce, non affascina.
Questo testo cerca di rispondere a questa domanda:
cos’ha da dire questo santo ragazzo, a tutto il mondo, che i nostri ragazzi, invece, hanno difficoltà a capire?
Perché è vero che nessuno è un profeta nella propria patria, ma la storia è una madre severa che ci insegna che, così, si possono prendere anche grossi abbagli.

